JACOB KORN

Chi l’ha detto che la Germania sia solo Berlino in ambito di House Music?

Prendiamo Dresda ad esempio: paesaggi spettrali, architetture dilaniate dai bombardamenti alleati, profondo est barocco, ma soprattutto casa della Uncanny Valley, etichetta übercool fortemente orientata verso la house che muovendosi nei meandri più oscuri di techno, acid e dubstep ha guadagnato adorazione di clubbers accorti e addetti ai lavori, nonchè il titolo di “label of the Month” dello scorso giugno per l’autorevolissimo Resident Advisor.

Da questo contesto socio-geografico e soprattutto da questa etichetta nasce Jacob Korn, il nome nuovo della Germania che fieramente si discosta dalla musicalmente sempre più turistica Hauptstadt.
30 anni, una “cattedra” al Trans-Media-Lab (TMA) sulla connessione della interazione partecipativa nel contesto della dance music e una ricerca lunga una vita sul connubio crossmediale tra ambiente virtuale e relazioni tra artista e pubblico durante i parties; Jacob Korn è a suo modo un luminare. Poi c’è il suo lavoro da produttore. Ed è un gran bel lavoro. Non solo Uncanny Valley, ma Running Back, Permanent Vacation e Dolly, la nuovissima label di Steffi che ha esordito nel 2010 proprio con un EP di Jacob, quel “Supakrank” che rappresenta un piccolo-grande capolavoro di marzialità techno-house di matrice teutonica, tra le migliori 50 tracce del l’anno secondo l’onnipresente RA.

Il suo live è quanto di meglio si possa ascoltare al momento in un club: spessore, profondità, classe e bass da battaglia per un artista pronto ad illuminare il futuro firmamento mondiale. E per favore, smettetela con Berlino.

DISCOGS

soundcloud.com/jacob-korn

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