La punteggiatura è importante, il mio vecchio maestro delle elementari me lo ripeteva sempre. Un punto o una virgola usati nel verso errato, possono stravolgere completamente il senso di un discorso, rendendone labile la comprensione.

Mio caro maestro, non ricordo il suo nome (e comunque giuro non la cercherei su Facebook), ma capisco solo ora quanto lei avessi ragione; un punto esclamativo omesso può fare tutta la differenza del mondo.

Alzi la mano chi di voi ricorda quella porcheria pseudo-happy-house che imperversava qualche anno fa nelle peggiori radio e discoteche del nostro paese sotto il nome SUPERMAN. Ebbene, quella infamous track era a firma Holy Ghost, creatura transalpina fortunatamente passata da queste parti senza fare troppi danni.

Nicholas Millhiser e Alexander Frankel, probabilmente memori di quello scempio musicale, a quel famoso punto esclamativo hanno voluto dare un’importanza capitale e distintiva, denominando orgogliosamente la propria creatura artistica HOLY GHOST!

Holy Ghost! (mi raccomando al punto esclamativo…) è infatti il prodotto della loro ossessione per i sintetizzatori analogici, la disco music Settanta style e le “antiche”, ma quanto mai attuali, tecniche produttive vintage made in New York.

Entrambi nati e cresciuti a Brooklyn, a pochi isolati di distanza l’uno dall’altro, Nick e Alex iniziano una produttiva collaborazione musicale sin dai tempi dell’high school; dopo l’esperienza non troppo fortunata come Automato, i due giovani, sotto la geniale produzione dell’onnipresente James Murphy, inaugurano un nuovo percorso musicale incentrato su sonorità epicamente disco-groovy che permette loro grande visibilità all’interno dell’elitaria nuova ondata disco; nelle loro corde si respira il tipico sound underground dei club newyorkesi, un’elettro-synth-pop mid tempo carico di elementi post-funk e richiami disco-revival in pieno stile DFA.

Il loro esordio su 12″ per DFA, Hold On, ottiene sin da subito un successo planetario, tanto da balzare al primo posto su iTunes nella classifica settimanale dei singoli più scaricati. Hold On è un pezzo nato appositamente per il dancefloor, senza per questo risultare becero né tantomeno scontato; un trionfale esempio della Italo più sporca brutta e cattiva che potremo ascoltare in questa stagione, con l’aggiunta di taglienti chitarre funk dal chiaro sapore ‘70s.

Nicholas Millhiser e Alexander Frankel hanno inoltre firmato una lunga lista di succulenti remixes per artisti del calibro di Moby, Jazzanova, In flagranti e la new sensation statunitense MGMT, e attualmente sono in studio per la realizzazione del loro primo LP previsto per l’inizio dell’Anno Domini 2009, a firma DFA of course.

Il progetto Holy Ghost! atterrerà la notte del Santo Natale dalle parti della capitale, con un obiettivo preciso: farci perdere qualcuno di quegli etti indebitamente accumulati nella non-stop mangereccia dei giorni precedenti.

Aspettatevi un set entusiasmante, con sonorità in costante equilibrio tra hit del passato e nuovi groove, tra Prince e Hercules & Love Affair, tra Tata Vega e LCD Soundsystem.

Holy Ghost! for the holy night! (The stars are brightly shining) dunque, e lasciate un po’di spazio davanti a Le Carrozzerie, please: Le renne potrebbero fare fatica a parcheggiare!