Due o tre cose su: Berlin Atonal 2015

Lo scorso 19 agosto abbiamo avuto il privilegio di assistere all’edizione 2015 del Berlin Atonal e, come largamente preventivabile, il festival è stato un vero successo!

A differenza di molte altre kermesse estive in giro per l’Europa, che propongono un mix di generi per incontrare i diversi gusti del pubblico, il Berlin Atonal, fedele alle sue origini (wikipedia), ha proposto una totale immersione sensoriale nel mondo dell’elettronica contemporanea dai suoni più rarefatti, obliqui e crudi. In programma c’erano 5 giorni di sola ambient, techno, noise ed industrial con gli interpreti odierni più significativi, nonché anche alcuni pionieri assoluti. Il tutto si è svolto all’interno di una delle location più suggestive della capitale tedesca: la Kraftwerk, un’enorme ex-centrale elettrica di cemento e acciaio, nei cui sotterranei si trova proprio l’attuale Club Tresor. Appena entrati ciò che si presentava agli occhi degli spettatori aveva il fascino mistico di una cattedrale, non solo per il minuzioso studio dell’illuminazione e un altare (rectius palco) sovrastato da uno schermo verticale gigantesco, ma anche perché effettivamente molti degli astanti erano vestiti proprio come sacerdoti mediorientali.

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Consci del fatto che in un festival del genere purtroppo non è umanamente possibile riuscire a vedere e sentire tutto quello che in questo caso con grande abbondanza viene proposto, tenteremo di fare un riassunto citando quelli che secondo noi sono stati i momenti migliori e quelli forse meno interessanti o proprio deludenti ovvero i tops e i flops.

T O P s :

Alessandro Cortini presenta “Sonno” – Live A/V.

berlin-atonal-2015-©-camille-blake-Alessandro-Cortini

È Alessandro Cortini l’autentico mattatore del festival. Il primo giorno in coppia con Lawrence English aveva chiesto e ottenuto dal pubblico di sedersi e in silenzio lasciarsi trasportare solo dalla musica, il sabato, invece, ha presentato in anteprima la sua molto attesa performance live audio-video, “Sonno”. È stata un’ora di immersione totalizzante che ha riempito la vista, l’udito, ma anche e soprattutto il cuore. Memorabile. (LINK)

Outside the Dream Syndacate (Tony Conrad + Faust) – Live

berlin-atonal-2015-©-camille-blake-Outside-the-dream-syndacate

Un appuntamento con la storia per chi per ragioni anagrafiche non ha vissuto gli anni settanta. I tre veterani hanno dato vita a uno spettacolo unico tra arpeggi e distorsioni ossessive capaci di generare un vortice psichedelico che ci lascia per un’ora in preda ad una danza convulsa e compulsiva. Un live feroce. (LINK)

Ben Frost presenta A U R O R A con MFO – Live A/V

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Il live di Ben Frost spicca tra tutti per essere senza dubbio il migliore inscenato dentro la Kraftwerk, questo anche e soprattutto grazie all’apporto di MFO, direttore artistico dei visual del festival. Musica, video e luci sapientemente dosate hanno creato delle suggestioni uniche, che arrivati all’ultimo giorno del festival non pensavamo ancora di poterci stupire. Monumentale.

SUMS: Kangding Ray + Barry Burns (Mogwai) – Live

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C’era ovviamente molta curiosità intorno all’inedito progetto prodotto prorpio dall’Atonal, che si esibiva per la prima volta dal vivo e le attese sono più che ripagate. L’attitudine post-rock dello scozzese e quella techno del francese hanno acceso la sala dando vita ad un trionfo di arpeggi, distorsioni e droni dilanianti. L’augurio è che da questo esperimento possa uscire prossimamente anche un LP. Trascinante. (LINK)

David Borden + Mother Mallard Ensemble – Live

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Una menzione speciale non può non averla Mr. David Borden e la sua Mother Mallards Ensemble. Il musicista e compositore americano, classe 1938, propone in due ore gran parte del suo repertorio mostrando ancora una forza e vitalità invidiabili. Magico.

F L O P s :

Shed live
Le ultime produzioni di Shed con il nome Head High infiammano i dancefloor di ogni dove, ma il suo live non è altezza della sua fama.

Varg live
Qui entriamo nel difficile terreno artistico in cui l’esecuzione musicale noise ed industrial si accompagna con proiezioni funeree e tracima in performance corporee violente e disturbanti. Varg, anche meno va bene lo stesso.

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OUT-onal awards (premi fuori concorso):

– alla ragazza di chiare origini nostrane, che la prima serata incita, urla, si dimena e batte le mani a tempo della musica che esiste solo nella sua testa (contributo filmato dello stimato Giampiero qui);

– alla bevanda al gusto di tè del sudamerica, molto in voga da quelle parti, ma di cui non faremo il nome, per averci dissetato e non fatto sentire troppo la fatica;

– in ultimo, una menzione speciale ad Oliver Baurhenn, l’uomo con la risata più divertente e coinvolgente mai sentita prima. Indubbiamente tra le cose più tonal dell’Atonal. Grazie!

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Official Photographer: Camille Blake

Per approfondite il tema segnaliamo inoltre gli ottimi articoli usciti su Electronic Beats, The Guardian e Soundwall.